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Pistoia e Prato, pensionati in difficoltà: 82% sta peggio

19/06/2026

Pistoia e Prato, pensionati in difficoltà: 82% sta peggio

Oltre l’82% dei pensionati dell’area Pistoia e Prato dichiara di vivere oggi in una condizione peggiore rispetto a tre anni fa. Il dato emerge dall’indagine 2026 di CNA Pensionati Toscana Centro, dedicata a potere d’acquisto e accesso ai servizi assistenziali e sanitari, presentata al circolo ARCI di Santomato durante l’assemblea annuale dell’associazione.

Costo della vita e cure rinviate pesano sui pensionati

La ricerca, condotta su un campione di oltre 200 associati, restituisce un quadro di forte pressione economica sulle persone anziane. Appena il 6% degli intervistati percepisce un miglioramento della propria condizione, mentre la maggioranza segnala un peggioramento legato soprattutto all’aumento delle spese quotidiane.

Il 92% dei pensionati indica rincari nelle bollette, l’85% negli alimentari e il 45% nelle spese sanitarie. Le conseguenze sono dirette: il 68% dichiara di essere costretto a tagliare le spese, con riduzioni che riguardano abbigliamento, viaggi, alimentazione e cure mediche. Il dato più delicato riguarda proprio la salute: il 51% rinuncia o rinvia cure mediche per ragioni economiche.

Liste d’attesa, burocrazia e assistenza: i nodi emersi

L’indagine evidenzia anche difficoltà rilevanti nell’accesso alla sanità pubblica. L’88% del campione segnala liste d’attesa troppo lunghe, il 50% incontra problemi nelle prenotazioni e il 54% è costretto a rivolgersi al privato. Una scelta che, per molti pensionati, significa sostenere costi difficili da assorbire con redditi già indeboliti dall’inflazione.

Critico anche il fronte dei servizi socioassistenziali. Il 62% denuncia carenza di informazioni, il 51% ostacoli burocratici e il 39% criteri ISEE ritenuti troppo restrittivi. Sul tema della non autosufficienza, il 67% considera elevati i costi dell’assistenza, il 47% segnala difficoltà nel reperire personale qualificato e il 48% indica complicazioni amministrative. L’accesso alle RSA è giudicato troppo oneroso dall’85% degli intervistati.

Un ulteriore elemento riguarda bonus e agevolazioni: il 60% dei pensionati non conosce le misure a cui potrebbe avere diritto, mentre molti, pur avendone bisogno, non riescono ad accedervi. Per CNA Pensionati, questo dato mostra una distanza crescente tra diritti teorici e possibilità concreta di utilizzarli.

CNA chiede interventi su redditi, sanità e servizi territoriali

La direttrice di CNA Toscana Centro, Cinzia Grassi, ha definito il messaggio dell’indagine molto chiaro: i pensionati stanno peggio in modo strutturale. Secondo Grassi, una generazione che per decenni ha sostenuto famiglie, figli e nipoti rischia ora di trasformarsi in una nuova area di fragilità, con rinunce che riguardano bisogni essenziali e percorsi di cura.

Il presidente di CNA Pensionati Toscana Centro, Aldo Piantini, ha richiamato la necessità di proteggere il potere d’acquisto delle pensioni e rafforzare sanità di prossimità, medicina di base, servizi domiciliari e telemedicina. Piantini ha indicato anche l’accompagnamento digitale degli anziani come uno strumento necessario per evitare nuove forme di esclusione nell’accesso ai servizi.

Il presidente di CNA Toscana Centro, Emiliano Melani, ha collegato la perdita di potere d’acquisto anche agli effetti sull’economia locale: meno reddito disponibile significa minori consumi nei territori e maggiore pressione sulle famiglie. Per l’associazione, serve un approccio integrato tra politiche sanitarie, sociali ed economiche, capace di ridurre liste d’attesa, sostenere il reddito e rafforzare i servizi di prossimità.

Le priorità indicate: pensioni, fisco e sanità accessibile

All’assemblea sono intervenuti anche i sindaci di Pistoia e Prato, Giovanni Capecchi e Matteo Biffoni, insieme ai rappresentanti regionali e nazionali di CNA Pensionati. Dal confronto è emersa la necessità di una risposta coordinata tra Comuni, Regione, Stato e Unione Europea, in un contesto segnato dall’invecchiamento della popolazione e da una domanda crescente di assistenza.

Le priorità indicate dai pensionati sono nette: l’80% chiede un aumento delle pensioni, il 63% una minore pressione fiscale, il 56% una sanità più accessibile, il 49% bonus realmente fruibili e il 28% una riduzione delle liste d’attesa. Per CNA Pensionati, senza interventi strutturali su redditi, sanità e servizi, il peggioramento economico e sociale rischia di coinvolgere anche famiglie e giovani, indebolendo l’intero equilibrio del welfare territoriale.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to