Balneari, Fiba Toscana chiede criteri unici sulla scarsità
03/08/2026
Una regia regionale per evitare che i Comuni toscani adottino criteri differenti nella valutazione della scarsità delle aree demaniali marittime. È la richiesta avanzata da Fiba Confesercenti Toscana all’assessore regionale all’Economia e al Turismo, Leonardo Marras, attraverso una proposta indirizzata ad aprire un percorso politico, tecnico e normativo sul futuro delle concessioni balneari.
L’organizzazione sollecita anche un intervento della Regione nei confronti del Governo nazionale, affinché l’articolo 12 della Direttiva europea sui servizi venga applicato dopo una verifica concreta della disponibilità della risorsa naturale, senza ricorrere ad automatismi generalizzati.
La proposta dopo la pronuncia della Corte europea
L’iniziativa è stata presentata dal presidente regionale di Fiba Confesercenti Toscana, Simone Guerrini, dopo l’ordinanza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 10 luglio 2026, relativa alla causa C-574/25, indicata come “Balneari Rimini II”.
Secondo l’interpretazione fornita dall’associazione, la pronuncia avrebbe ribadito che la scarsità delle risorse naturali non può essere considerata automaticamente esistente, ma deve essere accertata dall’autorità nazionale competente attraverso parametri oggettivi, trasparenti, proporzionati e non discriminatori.
Per Fiba, tale valutazione rappresenta un passaggio preliminare rispetto all’eventuale avvio delle procedure pubbliche di selezione per l’assegnazione delle concessioni. L’associazione chiede quindi di definire un metodo uniforme che tenga conto delle caratteristiche effettive dei diversi tratti di costa.
Il rischio di decisioni differenti tra i Comuni
Le funzioni amministrative relative alle concessioni demaniali sono delegate ai Comuni. Questa organizzazione, secondo Guerrini, potrebbe produrre valutazioni diverse tra territori vicini, con criteri e risultati non omogenei.
Fiba Confesercenti propone pertanto che la Regione Toscana assuma un ruolo di coordinamento, fornendo alle amministrazioni locali indicazioni condivise per analizzare la disponibilità delle aree costiere.
La valutazione non dovrebbe basarsi esclusivamente sul rapporto numerico tra spiagge occupate e superfici complessive. Dovrebbero essere considerate le aree realmente concedibili, la quantità di spiagge libere, i vincoli ambientali, le caratteristiche morfologiche del territorio e quanto previsto dai Piani di utilizzazione degli arenili.
Un simile metodo consentirebbe, nelle intenzioni dell’associazione, di rappresentare le differenze esistenti tra le varie zone della costa toscana, evitando che situazioni territoriali non comparabili vengano trattate nello stesso modo.
Il richiamo all’articolo 12 della Direttiva Servizi
La proposta contiene anche una richiesta rivolta al Governo nazionale. Fiba invita la Regione a promuovere un confronto con Roma sulla lettura dell’articolo 12 della Direttiva 2006/123/CE, conosciuta come Direttiva Bolkestein.
Secondo la posizione espressa dall’associazione, le procedure comparative devono essere attivate quando il numero delle autorizzazioni disponibili risulta limitato a causa della scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche utilizzabili. Proprio l’esistenza di tale condizione dovrebbe quindi essere verificata prima dell’avvio delle gare.
La richiesta di Fiba non costituisce una decisione vincolante per le amministrazioni, ma una proposta politica e tecnica sulla quale l’organizzazione sollecita l’apertura di un confronto tra Regione, Comuni e Governo.
Il precedente della legge regionale sugli indennizzi
Nel documento trasmesso all’assessore Marras viene richiamato anche il percorso seguito dalla Toscana nella regolamentazione del settore balneare. Fiba riconosce alla Regione una disponibilità costante nel ricercare strumenti per riordinare il comparto e tutelare le imprese concessionarie.
Tra gli interventi citati figura la revisione della legge regionale 31 del 2000, attraverso la quale era stato introdotto il principio del riconoscimento di un indennizzo per gli investimenti effettuati dagli operatori. La disposizione è stata successivamente impugnata dal Governo nazionale.
Per l’associazione, il lavoro già svolto costituisce una base sulla quale costruire il nuovo percorso dedicato alla scarsità della risorsa demaniale. L’obiettivo dichiarato è fornire ai Comuni riferimenti uniformi, garantire maggiore certezza agli operatori e applicare la disciplina europea tenendo conto delle condizioni concrete delle coste toscane.
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