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Librerie, in Italia quasi 8mila chiusure tra il 2019 e il 2025

04/09/2026

Librerie, in Italia quasi 8mila chiusure tra il 2019 e il 2025

Tra il 2019 e il 2025 l’Italia ha perso 7.886 librerie e cartolibrerie, con una riduzione del 23,8% delle imprese registrate. È il dato diffuso dal Sindacato Italiano Librai di Confesercenti sulla base di elaborazioni dei dati camerali. Il presidente del SIL, Antonio Terzi, collega questa contrazione alla riduzione dei margini riconosciuti ai punti vendita, alla diminuzione dei lettori e al calo demografico, respingendo al tempo stesso le accuse che attribuiscono ai librai la responsabilità dell’aumento dei prezzi dei testi scolastici.

Confesercenti: margini dei librai scesi fino al 13-15%

Secondo SIL Confesercenti, l’incremento dei prezzi dei libri di testo si è mantenuto intorno al 2% annuo anche grazie alla compressione dei margini destinati a librerie e cartolibrerie. Terzi sostiene che, nell’arco di circa vent’anni, la quota riconosciuta ai punti vendita sia passata da circa il 25% all’attuale intervallo compreso tra il 13% e il 15%.

Il sindacato dei librai contesta quindi alcune analisi diffuse da altre associazioni che indicano i punti vendita tra i responsabili del caro libri. Secondo Terzi, il problema riguarda invece la sostenibilità economica di attività che devono sostenere costi anticipati e possono contare su margini limitati, in particolare durante la stagione dedicata all’acquisto dei testi scolastici.

Le librerie, ricorda il SIL, pagano infatti i fornitori al momento della consegna dei libri, mentre l’incasso arriva successivamente, quando i volumi vengono acquistati dalle famiglie. Questo meccanismo obbliga gli esercenti ad anticipare risorse finanziarie e, secondo l’associazione, aumenta la pressione sulle attività più piccole.

Il Centro registra il calo maggiore: meno 29%

I dati territoriali mostrano una riduzione diffusa in tutte le aree del Paese. Nel Nord-Ovest le librerie e cartolibrerie sono passate da 8.182 nel 2019 a 6.104 nel 2025, con una perdita di 2.078 attività e un calo del 25,4%.

Nel Nord-Est le imprese sono scese da 5.379 a 3.976, pari a 1.403 esercizi in meno e una contrazione del 26,1%. La diminuzione più marcata in termini percentuali riguarda il Centro Italia, dove le attività sono passate da 7.526 a 5.347: 2.179 imprese in meno, pari al 29%.

Il calo risulta più contenuto, pur restando significativo, nel Sud e nelle Isole. Nel Mezzogiorno continentale le imprese registrate sono diminuite da 8.285 a 6.750, con una perdita di 1.535 attività, mentre nelle Isole sono passate da 3.727 a 3.036. In entrambi i casi la riduzione indicata è del 18,5%.

Il SIL chiede un confronto sul futuro dei punti vendita

Confesercenti e il Sindacato Italiano Librai chiedono alle istituzioni di aprire un confronto sulle condizioni economiche della categoria e sul rischio di ulteriori chiusure, soprattutto nei centri nei quali la libreria rappresenta uno dei pochi presidi culturali presenti sul territorio.

Per Terzi, la questione riguarda anche la qualità del servizio offerto alle famiglie. La vendita di un testo scolastico comprende infatti assistenza nella scelta, verifica delle edizioni, gestione degli ordini e supporto in caso di problemi con forniture o disponibilità. La progressiva riduzione dei punti vendita, secondo il SIL, rischia quindi di avere conseguenze anche per i consumatori.

Nel complesso, il numero di librerie e cartolibrerie registrate in Italia è passato da 33.099 nel 2019 a 25.213 nel 2025. Di fronte a questi numeri, l’associazione chiede misure che riescano a contenere i costi per le famiglie senza trasferire ulteriore pressione economica sui punti vendita.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to