Cpr in Toscana, interrogazioni sui certificati medici
24/09/2026
Il tema delle certificazioni sanitarie per l’accesso ai Centri di permanenza per il rimpatrio è arrivato nell’Aula del Consiglio regionale della Toscana con due interrogazioni presentate da Fratelli d’Italia e Forza Italia. A rispondere è stata l’assessora regionale Monia Monni, chiamata a riferire sugli sviluppi dell’inchiesta della Procura di Ravenna relativa a presunte certificazioni mediche false utilizzate per dichiarare l’incompatibilità di cittadini stranieri con il trattenimento nei Cpr. L’indagine è ancora in corso e le eventuali responsabilità dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti.
Le interrogazioni chiedono dati e protocolli uniformi
L’interrogazione di Fratelli d’Italia prende le mosse dall’inchiesta avviata dalla Procura di Ravenna e dalle notizie relative a perquisizioni effettuate anche nei confronti di professionisti operanti a Firenze e Livorno. Il gruppo ha chiesto alla Giunta chiarimenti sulle certificazioni di inidoneità rilasciate nel 2025 e nel 2026 e sulle procedure applicate dalle strutture sanitarie toscane.
Nel documento viene richiamato, in particolare, un dato secondo il quale nell’Azienda Usl Toscana centro circa il 30% delle persone sottoposte a visita nel 2025 sarebbe stato dichiarato non idoneo al trattenimento. Il dato è riportato nell’interrogazione e non costituisce, di per sé, un elemento che dimostri irregolarità nelle certificazioni.
Forza Italia ha posto questioni analoghe, chiedendo quale sia lo stato dei protocolli tra Prefetture e Aziende sanitarie, quali criteri vengano utilizzati per le valutazioni pre-ingresso nei Cpr e se la Regione intenda promuovere ulteriori verifiche in raccordo con Autorità giudiziaria e Ministero dell’Interno.
Monni: aziende sanitarie stanno collaborando con la magistratura
L’assessora Monia Monni ha riferito che la Giunta regionale è a conoscenza delle segnalazioni e del procedimento giudiziario e che le Aziende sanitarie hanno assicurato la propria collaborazione all’Autorità giudiziaria. Ha però evidenziato che i dati sulle certificazioni non risultano uniformi sull’intero territorio e ha richiamato i limiti delle competenze regionali sulla materia.
Monni ha inoltre difeso la responsabilità professionale dei medici, sottolineando che le valutazioni sanitarie vengono effettuate secondo criteri clinici e comportano una responsabilità individuale rilevante. La posizione espressa dall’assessora è stata quella di evitare giudizi generalizzati sul personale sanitario mentre l’inchiesta è ancora in corso.
Petrucci chiede controlli sul rispetto delle procedure
La replica di Diego Petrucci, primo firmatario dell’interrogazione di Fratelli d’Italia, si è concentrata sulla necessità, a suo giudizio, di verificare con rigore il rispetto delle norme da parte di tutti i soggetti coinvolti. Il consigliere ha espresso una posizione critica sulla gestione delle certificazioni e ha chiesto maggiore attenzione ai casi nei quali la dichiarazione di inidoneità impedisce il trasferimento in un Cpr.
Le affermazioni del consigliere rappresentano la posizione politica espressa dal gruppo e non equivalgono ad accertamenti sulle condotte dei singoli medici. La questione giudiziaria resta infatti distinta dal confronto politico sviluppatosi in Consiglio regionale.
Stella propone un Cpr a Sesto Fiorentino
Anche Marco Stella, primo firmatario dell’interrogazione di Forza Italia, ha chiesto verifiche sulle certificazioni di inidoneità. Nel corso del dibattito il consigliere ha fatto riferimento a una quota vicina al 50% nell’Asl Toscana centro, dato da lui utilizzato per sostenere la richiesta di maggiori controlli.
Stella ha inoltre ribadito la posizione di Forza Italia favorevole alla presenza di un Cpr in Toscana, indicando Sesto Fiorentino come possibile sede in ragione della vicinanza a collegamenti autostradali, ferroviari e aeroportuali. Si tratta di una proposta politica avanzata dal consigliere e non di una decisione assunta dalla Regione.
Il confronto in Aula ha quindi mantenuto distinti due piani: da una parte l’inchiesta giudiziaria sui presunti certificati irregolari, ancora sottoposta agli accertamenti della magistratura; dall’altra il dibattito politico regionale sulle procedure sanitarie, sui controlli e sulla presenza dei Centri di permanenza per il rimpatrio in Toscana.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.