Incendio al Macrolotto 2 di Prato, ARPAT monitora il fumo
22/07/2026
Un incendio ha interessato nel primo pomeriggio di lunedì 20 luglio lo stabilimento della Orditura GT 2000 S.r.l., nella zona industriale del Macrolotto 2 di Prato. Il personale del Dipartimento provinciale ARPAT è intervenuto su attivazione della Protezione civile mentre le operazioni di spegnimento erano ancora in corso, avviando le verifiche sulla natura dei materiali coinvolti e sulle possibili conseguenze ambientali.
La colonna di fumo diretta verso ovest-sudovest
Al momento dell’arrivo dei tecnici dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale, dalla parte posteriore dello stabilimento si alzava una colonna di fumo. Durante il sopralluogo le emissioni apparivano di colore chiaro e poco dense, con una direzione prevalente verso ovest-sudovest.
Secondo le prime informazioni raccolte dai Vigili del fuoco, le fiamme si sarebbero sviluppate intorno alle 14 di lunedì 20 luglio. L’incendio ha coinvolto principalmente i locali della Orditura GT 2000, raggiungendo in misura più limitata anche una porzione confinante dello stabilimento appartenente alla Gruppo Lafin S.r.l.
L’azienda colpita svolge attività di orditura, una fase della lavorazione tessile durante la quale i fili vengono disposti in modo ordinato sui subbi, prima del successivo passaggio al telaio. Proprio la presenza di filati, imballaggi e scarti di produzione ha reso necessario ricostruire con precisione quali materiali fossero presenti nei locali interessati dalle fiamme.
Nessun amianto dichiarato nelle coperture
Nel corso degli accertamenti, il personale ispettivo di ARPAT ha acquisito informazioni direttamente dal titolare dell’impresa. In base a quanto dichiarato dall’azienda, le coperture dello stabilimento non conterrebbero materiali contenenti amianto.
La verifica su questo aspetto assume particolare rilievo negli incendi industriali, poiché l’eventuale coinvolgimento di coperture in cemento-amianto può richiedere specifiche misure di controllo, raccolta e gestione dei frammenti dispersi. Le informazioni fornite dal titolare saranno considerate nell’ambito degli accertamenti tecnici condotti dall’Agenzia.
ARPAT ha inoltre ricostruito la composizione delle materie prime utilizzate nel ciclo produttivo. Circa il 70% dei filati impiegati sarebbe costituito da poliestere, mentre la seta rappresenterebbe approssimativamente il 10%. La quota restante sarebbe composta da nylon e viscosa.
I materiali presenti nei locali dell’azienda
Il titolare ha riferito che i filati utilizzati nell’attività di orditura non vengono sottoposti all’interno dello stabilimento a trattamenti chimici, tra cui la tintura. I rifiuti normalmente prodotti dall’impresa sarebbero costituiti soprattutto da imballaggi in plastica, carta e cartone, ai quali si aggiungono ritagli di materiale tessile derivanti dalle lavorazioni.
Queste informazioni serviranno a definire il quadro dei materiali potenzialmente interessati dalla combustione e a orientare le successive valutazioni ambientali. Il primo sopralluogo è stato effettuato mentre l’incendio era ancora attivo, in una fase nella quale le condizioni del sito e la presenza dei mezzi di soccorso limitavano alcune possibilità di controllo diretto.
Nuovo sopralluogo ARPAT il 21 luglio
Nella giornata di martedì 21 luglio, i tecnici del Dipartimento ARPAT di Prato sono tornati nello stabilimento per proseguire le attività di verifica e monitorare l’evoluzione dell’evento. Gli accertamenti successivi allo spegnimento consentono di esaminare con maggiore attenzione i locali danneggiati, i residui della combustione e le condizioni delle aree circostanti.
L’Agenzia continuerà a seguire la situazione, raccogliendo gli elementi necessari per valutare eventuali effetti sulle matrici ambientali. Ulteriori comunicazioni potranno essere diffuse sulla base dei risultati delle verifiche condotte presso l’azienda e delle informazioni acquisite dagli altri enti intervenuti nell’emergenza.
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