Toscana Nord Ovest, allarme medici: da 900 a 736 in due anni
15/10/2026
L'Azienda Usl Toscana Nord Ovest affronta una grave carenza di personale medico, mentre aumentano le richieste di visite specialistiche ed esami diagnostici. È il quadro emerso durante l'audizione della direttrice generale Maria Letizia Casani davanti alla commissione Sanità del Consiglio regionale della Toscana, presieduta da Andrea Vannucci. I medici di medicina generale sono passati da 900 a 736 in due anni, con difficoltà particolarmente accentuate nelle zone Apuane, nella Valle del Serchio e in Val di Cornia. L'Azienda, che assiste circa 1,25 milioni di abitanti, deve inoltre completare la riorganizzazione dell'assistenza territoriale e migliorare la gestione delle liste d'attesa.
Asl Toscana Nord Ovest, 1,25 milioni di abitanti e 10 ospedali
Nel corso dell'audizione a Firenze, la direttrice generale ha illustrato le dimensioni e le attività dell'Azienda sanitaria, che comprende 102 Comuni, 10 presidi ospedalieri e 8 strutture private accreditate.
Il sistema dispone complessivamente di 3.056 posti letto, impiega 14.136 dipendenti e gestisce un bilancio annuale di circa 3 miliardi di euro.
L'Azienda fa parte dell'Area vasta nord ovest insieme all'Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana e alla Fondazione Gabriele Monasterio.
Secondo i dati presentati da Casani, ogni giorno negli ospedali vengono assistiti circa 3.000 pazienti, eseguiti 300 interventi chirurgici e registrate 400 nuove ospedalizzazioni.
Quotidianamente si contano inoltre circa 20 nascite, 1.500 accessi ai pronto soccorso, esami radiografici per 2.000 persone e 65.000 analisi di laboratorio.
La direttrice ha evidenziato risultati positivi negli screening mammografici, nelle cure palliative e in alcuni indicatori relativi ai ricoveri pediatrici e psichiatrici. Restano invece margini di miglioramento nell'utilizzo degli antibiotici, nell'assistenza nelle Rsa e negli investimenti.
Carenza di medici di famiglia, le criticità nelle aree interne
Uno dei problemi principali riguarda la disponibilità di professionisti per garantire continuità assistenziale e servizi sanitari vicini ai cittadini.
I medici di medicina generale sono diminuiti da 900 a 736 nell'arco di due anni, una riduzione di 164 professionisti che incide soprattutto sui territori dove il reclutamento risulta più difficile.
Le situazioni maggiormente critiche sono state individuate nelle zone Apuane, nella Valle del Serchio e in Val di Cornia.
Casani ha segnalato anche le difficoltà nell'inserimento dei medici di famiglia nelle Case di Comunità, poiché non esiste un obbligo contrattuale che ne imponga la presenza. A questo si aggiunge una partecipazione limitata ai percorsi formativi dedicati alla diagnostica di primo livello.
Per incentivare il personale a lavorare nelle aree meno attrattive, l'Azienda ha attivato un accordo sindacale specifico. Dal 2024 sono stati inoltre stipulati 125 contratti Smart destinati alle aree decentrate, interne e insulari.
Case di Comunità e Pnrr, il nodo della gestione dei servizi
La riforma dell'assistenza territoriale prevede nell'area dell'Asl Toscana Nord Ovest 53 Case di Comunità, delle quali 28 realizzate con finanziamenti del Pnrr.
Le strutture sono destinate a offrire servizi organizzati secondo criteri omogenei, tra cui il punto unico di accesso, per facilitare l'orientamento dei cittadini all'interno del sistema sanitario.
Tra le priorità individuate dalla direzione aziendale figura la gestione dei pazienti cronici, con l'obiettivo di rafforzare l'assistenza territoriale e ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso.
Sono previsti anche Ospedali di Comunità finanziati dal Pnrr, per un totale di 250 posti. La principale difficoltà segnalata riguarda la disponibilità di medici specialisti dipendenti disposti a prestare servizio in queste strutture.
Casani ha richiamato inoltre il ruolo delle Centrali operative territoriali, considerate essenziali per coordinare i percorsi assistenziali.
L'Azienda ha assunto oltre 200 persone per le attività collegate alle Case di Comunità, ma ritiene necessario rafforzare ulteriormente l'organizzazione, la telemedicina e il monitoraggio dei servizi.
Liste d'attesa, aumentano del 49% le prescrizioni diagnostiche
Un altro tema affrontato durante l'audizione riguarda l'aumento della domanda di prestazioni sanitarie.
Rispetto al 2019, le prescrizioni di visite specialistiche sono cresciute del 43%, mentre quelle per esami diagnostici sono aumentate del 49%.
Secondo la direttrice generale, questa crescita rende particolarmente difficile garantire tempi di risposta adeguati, soprattutto in presenza di una disponibilità limitata di professionisti.
Per gli interventi chirurgici classificati in classe A, l'Azienda dichiara di aver raggiunto il 90% delle operazioni eseguite entro 30 giorni.
Persistono tuttavia criticità per gli interventi relativi al melanoma e al tumore della prostata. Sul versante diagnostico, le difficoltà maggiori riguardano elettromiografie, spirometrie e gastroscopie.
Nel corso della relazione sono stati affrontati anche la sanità penitenziaria, le due Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza (Rems), che dispongono complessivamente di 30 posti letto, e le iniziative contro le aggressioni al personale sanitario.
Il confronto politico in commissione Sanità
L'audizione ha suscitato osservazioni e richieste di approfondimento da parte dei consiglieri regionali presenti.
Massimiliano Ghimenti (Avs) ha espresso preoccupazione per la carenza di specialisti, citando in particolare dermatologi e cardiologi. Ha inoltre evidenziato la necessità di informare adeguatamente i cittadini sui nuovi servizi territoriali e sulle modalità di accesso.
Diego Petrucci (Fratelli d'Italia) ha criticato la gestione delle risorse aziendali e del patrimonio immobiliare, richiamando le vicende della Rems di Volterra, del monoblocco di Carrara e dell'ospedale di Livorno. Ha sollevato inoltre questioni relative ai posti letto per le cure intermedie e alle condizioni dell'assistenza sanitaria nelle carceri, con riferimento alla struttura Don Bosco.
Federico Eligi (Casa Riformista) ha chiesto una revisione della legge regionale 40 e ha segnalato le difficoltà di confronto istituzionale che, a suo giudizio, interessano nove Comuni, compresa Pisa. Ha proposto di convocare i sindaci sulla base di una convenzione standard.
Alessandro Franchi (Pd) ha posto l'attenzione sulla disponibilità delle risorse economiche e professionali necessarie a completare la riforma sanitaria. Ha indicato tra le priorità la riorganizzazione degli ospedali e una campagna informativa per far conoscere ai cittadini le Case di Comunità.
La commissione Sanità ha così raccolto un quadro delle attività e delle difficoltà dell'Asl Toscana Nord Ovest, con particolare attenzione alla tenuta dell'assistenza territoriale, al reclutamento del personale e alla capacità di rispondere all'aumento delle richieste di prestazioni.
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