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Squali, mobule e tartarughe: gli avvistamenti nel mare toscano

14/10/2026

quali, mobule e tartarughe: gli avvistamenti nel mare toscano

Uno squalo angelo avvistato dopo circa 70 anni di assenza dalle segnalazioni regionali, due incontri con squali mako, una mobula nelle acque basse di Massa e una tartaruga liuto trovata morta sulla spiaggia della Feniglia. Sono alcuni degli episodi documentati da ARPAT lungo le coste della Toscana tra settembre e ottobre 2026. Le segnalazioni riguardano specie marine di particolare interesse per la conservazione della biodiversità e comprendono anche catture accidentali nelle reti da pesca e l'avvistamento di un giovane capodoglio vicino alla costa livornese. I dati raccolti dall'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana evidenziano la ricchezza faunistica del mare regionale e le pressioni esercitate dalle attività umane su alcune specie vulnerabili o minacciate di estinzione.

Grosseto, avvistato uno squalo angelo dopo circa 70 anni

Tra le segnalazioni di maggiore interesse scientifico figura quella registrata il 19 settembre 2026 alle Formiche di Grosseto, nei pressi dell'isolotto del Formichino.

Un subacqueo ha fotografato un esemplare di squalo angelo (Squatina squatina), lungo circa 1,30 metri, su un fondale di circa 30 metri.

La documentazione è stata raccolta dal progetto Life European Shark attraverso Facebook e successivamente condivisa con ARPAT, dopo le verifiche sulla sua autenticità.

Secondo le informazioni disponibili, la specie non veniva segnalata nelle acque toscane da circa 70 anni.

Lo squalo angelo è classificato come in pericolo critico di estinzione nella Lista Rossa dell'Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN).

La nuova osservazione rappresenta quindi un dato rilevante per aggiornare le conoscenze sulla distribuzione di questa specie nel Mediterraneo e, in particolare, lungo le coste della Toscana.

Squali mako avvistati all'Elba e alle Secche della Meloria

Nel mese di settembre sono stati documentati anche due episodi riguardanti lo squalo mako (Isurus oxyrinchus), una specie pelagica presente naturalmente nel Mediterraneo e classificata in pericolo critico di estinzione.

Il primo avvistamento risale al 1° settembre, nelle acque al largo di Porto Azzurro, all'Isola d'Elba.

Un esemplare, la cui lunghezza è stata stimata dalle immagini in circa due metri, ha seguito per un tratto l'imbarcazione di un turista tedesco.

Non è stato possibile accertare se a bordo fosse in corso un'attività di pesca sportiva.

Il secondo episodio si è verificato il 23 settembre alle Secche della Meloria, durante una battuta di pesca sportiva alle ricciole.

Un pescatore ha agganciato accidentalmente uno squalo mako di circa 2,5 metri, utilizzando come esca un tonnetto vivo del peso approssimativo di un chilogrammo.

Dopo quasi un'ora, lo squalo è riuscito a liberarsi tagliando la lenza.

ARPAT ricorda che la presenza del mako nelle acque toscane rientra nella distribuzione naturale della specie, la cui condizione di conservazione richiede tuttavia particolare attenzione.

Verdesche appena nate trovate morte nelle reti da pesca

Due catture accidentali hanno interessato la verdesca (Prionace glauca), classificata come vulnerabile nella Lista Rossa IUCN.

Il 9 settembre, a Castiglione della Pescaia, un esemplare è stato catturato da una rete a strascico.

Un secondo individuo è rimasto intrappolato il 26 settembre in una rete da posta nelle acque di Calambrone, nel territorio pisano.

Entrambi gli animali misuravano circa 80 centimetri, una dimensione compatibile con quella di esemplari appena nati, e sono stati rinvenuti morti.

Le due segnalazioni richiamano l'attenzione sulla possibile funzione di alcune aree marine toscane come zone di crescita dei giovani squali, particolarmente sensibili alle interferenze con le attività di pesca.

Il ritrovamento di individui di dimensioni così ridotte fornisce inoltre elementi utili per approfondire la conoscenza della presenza della verdesca nelle acque costiere regionali.

Massa, una mobula torna autonomamente in mare aperto

Un episodio differente si è verificato il 24 settembre a Massa, nella località Partaccia, davanti alla Torre Fiat.

Un esemplare di grandi dimensioni di mobula (Mobula mobular) è entrato in alcune vasche semichiuse caratterizzate da acque poco profonde.

L'animale è stato osservato da terra da un rappresentante di Legambiente, che ha segnalato la situazione.

La presenza della mobula in un ambiente con profondità ridotta ha inizialmente destato preoccupazione per le possibili difficoltà dell'animale a raggiungere nuovamente il mare aperto.

Dopo circa mezz'ora, tuttavia, l'esemplare è riuscito ad allontanarsi autonomamente, senza necessità di un intervento di recupero.

La mobula è una specie protetta, classificata come in pericolo di estinzione nella Lista Rossa IUCN.

Livorno, giovane capodoglio avvistato vicino alla costa

Il 3 ottobre, diverse imbarcazioni presenti nelle acque vicine alla costa livornese hanno segnalato un giovane capodoglio lungo circa dieci metri.

L'animale è stato osservato in condizioni di mare calmo, mentre nuotava da solo a breve distanza dalla costa.

Secondo quanto riferito da ARPAT, la presenza solitaria e così vicina alla terraferma costituisce un comportamento insolito per un giovane esemplare di questa specie.

Il capodoglio è un cetaceo capace di effettuare immersioni a profondità molto elevate, che possono raggiungere anche i 2.000 metri, per alimentarsi di calamari di profondità.

La segnalazione livornese si aggiunge alle osservazioni raccolte nel periodo, contribuendo a documentare la presenza di grandi vertebrati marini nelle acque regionali.

Feniglia, tartaruga liuto di 250 chili trovata morta in una rete

L'episodio più recente è stato registrato il 9 ottobre sulla spiaggia della Feniglia, nell'area gestita dal WWF.

Qui è stata rinvenuta una tartaruga liuto (Dermochelys coriacea) già morta e completamente intrappolata in una rete da pesca.

L'esemplare aveva una lunghezza complessiva di circa 1,80 metri, un carapace di circa 1,40 metri e un peso stimato intorno ai 250 chilogrammi.

La tartaruga liuto è classificata come vulnerabile nella Lista Rossa IUCN ed è sottoposta a misure di protezione.

Pur essendo diffusa in diversi mari del mondo, la specie viene osservata relativamente di rado nel Mediterraneo, dove si sposta soprattutto alla ricerca di cibo.

Anche in Toscana le segnalazioni sono poco frequenti: secondo i dati disponibili, dal 1990 sono stati registrati soltanto 13 esemplari.

Il ritrovamento alla Feniglia assume quindi particolare interesse sia per le dimensioni dell'animale sia per le circostanze in cui è stato trovato.

La presenza della rete evidenzia uno dei rischi che possono interessare le tartarughe marine durante i loro spostamenti.

ARPAT: il monitoraggio è essenziale per la tutela del mare

Il commissario di ARPAT, Pietro Rubellini, ha richiamato il valore della biodiversità marina e la necessità di considerare il mare toscano come un ecosistema complesso, la cui salute è collegata anche alle attività economiche e al benessere delle persone.

Rubellini ha ricordato che l'Agenzia è tenuta a segnalare con precisione le violazioni di legge e le problematiche individuate attraverso le attività di monitoraggio e controllo.

Gli episodi raccolti tra settembre e ottobre mostrano situazioni differenti: dagli avvistamenti di specie rare alle catture accidentali, fino al ritrovamento di animali morti.

Per ARPAT, la disponibilità di fotografie, video e informazioni precise su luogo, data e circostanze degli avvistamenti rappresenta un contributo utile alle attività di osservazione e conservazione della fauna marina.

Le segnalazioni verificate permettono infatti di aggiornare le conoscenze sulla distribuzione delle specie e di individuare situazioni nelle quali le attività umane possono interferire con gli animali protetti.

Il quadro emerso lungo le coste toscane conferma l'utilità della collaborazione tra cittadini, pescatori, subacquei, associazioni e organismi di monitoraggio ambientale per raccogliere informazioni sulla biodiversità del Mediterraneo.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.