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Prato, Stadio dell’Acqua: revocati 6,5 milioni PNRR

18/08/2026

Prato, Stadio dell’Acqua: revocati 6,5 milioni PNRR

Il Comune di Prato dovrà fare i conti con la revoca di 6,5 milioni di euro di fondi PNRR destinati alla realizzazione dello Stadio dell’Acqua di Iolo, la nuova piscina olimpionica prevista in città. Il provvedimento è stato adottato il 30 luglio dal Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei ministri dopo i ritardi accumulati nell’iter dell’opera, che non hanno consentito di rispettare le scadenze collegate al finanziamento. Palazzo comunale ha già restituito la prima tranche da 1,95 milioni di euro e il sindaco Matteo Biffoni annuncia iniziative per individuare le responsabilità, sostenendo che l’Ente si considera parte lesa.

Stadio dell’Acqua, il Comune aveva aggiunto 10 milioni

Il finanziamento PNRR era stato assegnato nel 2022 e avrebbe dovuto contribuire alla costruzione di un impianto considerato strategico per l’offerta sportiva pratese. Accanto ai 6,5 milioni provenienti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, il Comune aveva previsto ulteriori 10 milioni di euro di risorse per sostenere la realizzazione dell’infrastruttura.

Biffoni ha ricordato che l’amministrazione puntava sulla nuova piscina per dotare Prato di una struttura moderna dedicata al nuoto e, parallelamente, modificare l’utilizzo dell’attuale piscina di via Roma, destinandola esclusivamente alle attività all’aperto e superando i problemi legati alla copertura provvisoria di un impianto ormai datato.

Secondo il sindaco, nel 2024 il progetto era arrivato a una fase che lasciava prevedere un imminente avvio dell’intervento, con il finanziamento già ottenuto e le procedure di assegnazione completate. I successivi ritardi hanno però impedito di rispettare il cronoprogramma necessario per mantenere le risorse PNRR.

Appalto affidato a Ferraro Spa da Sport e Salute

La gestione della gara era stata affidata a Sport e Salute S.p.A. in qualità di centrale di committenza. La società, controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, aveva aggiudicato l’appalto alla Ferraro S.p.A.

La procedura scelta era quella dell’appalto integrato: all’impresa aggiudicataria spettavano sia l’esecuzione materiale dei lavori sia la predisposizione della progettazione definitiva ed esecutiva. Proprio durante questa fase, secondo quanto ricostruito dal Comune, si sarebbero accumulati ritardi tali da impedire l’avvio del cantiere entro le scadenze imposte dal programma di finanziamento.

L’amministrazione sostiene di essere intervenuta durante la gestione del contratto contestando gli inadempimenti riscontrati. Gli uffici comunali avrebbero impartito ordini di servizio, applicato le penali previste e avviato interlocuzioni con gli altri soggetti coinvolti nella realizzazione dell’opera.

Biffoni: «Il Comune è parte lesa, accerteremo le responsabilità»

Dopo la revoca del finanziamento, il Comune ha avviato una ricostruzione della sequenza degli eventi per stabilire a chi siano imputabili i ritardi. Biffoni ha precisato che l’amministrazione intende utilizzare gli strumenti disponibili per tutelare gli interessi dell’Ente e verificare anche le eventuali conseguenze economiche derivanti dalla perdita dei fondi.

La posizione di Palazzo comunale è quella di considerarsi parte lesa nella vicenda. L’amministrazione vuole quindi mantenere separati due aspetti: l’accertamento delle responsabilità per quanto accaduto e la possibilità di proseguire comunque con la costruzione della nuova struttura.

Il sindaco sostiene che il Comune abbia adempiuto agli obblighi di propria competenza, dalla partecipazione al bando PNRR allo stanziamento delle risorse aggiuntive, fino alla scelta della procedura per l’affidamento e agli interventi messi in atto quando sono emerse le prime criticità.

Il Comune vuole ancora costruire la piscina di Iolo

La perdita dei 6,5 milioni di euro non determina, almeno nelle intenzioni dell’amministrazione, l’abbandono dello Stadio dell’Acqua di Iolo. Biffoni ha confermato che il Comune intende individuare una soluzione per portare avanti il progetto, parallelamente alle azioni avviate per chiarire le responsabilità sui ritardi.

Un possibile punto di partenza è rappresentato dalla disponibilità manifestata da Sport e Salute a proseguire il percorso già intrapreso. Comune e soggetti coinvolti dovranno ora valutare quali strumenti finanziari e amministrativi possano consentire di completare un intervento che, dopo la revoca delle risorse PNRR, dovrà essere ripensato sotto il profilo economico e procedurale.

Resta quindi aperta sia la questione relativa alla perdita del finanziamento pubblico, compresa la restituzione della prima tranche da 1,95 milioni di euro, sia quella relativa al futuro della piscina olimpionica. L’amministrazione ribadisce comunque l’intenzione di arrivare alla realizzazione dell’impianto previsto a Iolo.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.