Prato, Jonathan Webb chiude la stagione con Sibelius e Finlandia
23/04/2026
Sarà Jonathan Webb a guidare la Camerata Strumentale di Prato nel concerto che segna la chiusura della stagione, appuntamento costruito attorno a un programma di forte respiro sinfonico e corale, nel quale Jean Sibelius occupa il centro della scena. Sul podio il direttore musicale dell’orchestra pratese porterà avanti il progetto dedicato all’esecuzione integrale delle sette Sinfonie del compositore finlandese, arrivato ormai al suo penultimo passaggio con la Sinfonia n. 1 in mi minore op. 39. Accanto alla Camerata saranno presenti anche il Coro “Città di Prato” e il Coro di voci bianche della Scuola di musica “G. Verdi”, chiamati a dare voce a una serata pensata come sintesi artistica e ideale del percorso compiuto.
Sibelius al centro del programma di chiusura
La serata si apre con Finlandia op. 26, una delle pagine più celebri di Sibelius, proposta in una versione meno frequentata ma di particolare fascino, quella che include l’intervento del coro. Una scelta che imprime fin dall’inizio un carattere collettivo al concerto e richiama un’idea di partecipazione che supera il semplice ascolto. In questa cornice si inserisce la presenza delle compagini corali, già coinvolte in apertura di stagione, in un rimando che restituisce compattezza all’intero disegno artistico.
La Prima Sinfonia, composta nel 1898, rappresenta invece il cuore del progetto sibeliano portato avanti da Webb insieme all’orchestra. È una partitura in cui si avverte ancora il dialogo con il grande sinfonismo tardo ottocentesco, in particolare con Čajkovskij, ma nella quale affiorano già il tratto, il respiro e la tensione narrativa che avrebbero reso inconfondibile la voce del compositore finlandese. La scelta di collocarla nel concerto conclusivo rafforza il valore del percorso intrapreso dalla Camerata, che negli anni ha costruito attorno a Sibelius una linea interpretativa precisa e riconoscibile.
Da Delius a Smetana, un itinerario tra paesaggio e visione
Tra le due pagine di Sibelius trovano posto due lavori che ampliano l’orizzonte poetico della serata. The Walk to the Paradise Garden di Frederick Delius introduce una dimensione sospesa, lirica, attraversata da una scrittura che sembra muoversi per immagini e dissolvenze. Tratto dall’opera A Village Romeo and Juliet, il brano conserva una forza evocativa intensa e accompagna l’ascoltatore in un territorio fatto di malinconia, slancio e contemplazione.
Nel cuore del programma si colloca poi La Moldava di Bedřich Smetana, secondo poema sinfonico del ciclo La mia Patria. È una presenza che dialoga con il resto della serata sul piano del simbolo e del paesaggio sonoro: il corso del fiume, trasformato in materia orchestrale, diventa racconto, movimento, memoria. La sua collocazione tra Delius e Sibelius non risponde solo a un equilibrio musicale, ma costruisce una traiettoria che tiene insieme natura, identità e visione collettiva.
Il concerto di Prato assume così il profilo di un appuntamento che va oltre il valore del singolo programma. È il punto di arrivo di una stagione e, allo stesso tempo, il penultimo snodo di un progetto più ampio, nel quale Jonathan Webb e la Camerata Strumentale hanno scelto di misurarsi con una delle grandi architetture sinfoniche del repertorio nordico, affidando alla musica un compito netto: riunire, attraversare, lasciare un segno.
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