Viaggi d’istruzione, turismo organizzato chiede il Tavolo a Mazzi
08/07/2026
Le associazioni del turismo organizzato chiedono al ministro del Turismo Gianmarco Mazzi la riattivazione urgente del Tavolo interministeriale sui viaggi d’istruzione. La richiesta è stata formalizzata con una lettera congiunta firmata da AIAV CNA Turismo, AIDIT Federturismo Confindustria, ASSOVIAGGI Confesercenti, FIAVET Confcommercio, FTO Confcommercio e MAAVI Conflavoro PMI, con l’obiettivo di ottenere indicazioni chiare per scuole, famiglie e imprese.
Incertezza su viaggi scolastici, stage e scambi culturali
Al centro della lettera c’è la situazione del comparto legato ai viaggi d’istruzione, agli stage linguistici, agli scambi culturali, ai percorsi di Formazione Scuola-Lavoro, già PCTO, e ai progetti finanziati nell’ambito del PON e del PN Scuola e Competenze. Si tratta di attività che ogni anno coinvolgono milioni di studenti, famiglie, istituti scolastici e una rete di imprese specializzate nell’organizzazione di esperienze formative.
Le associazioni riconoscono il valore dei chiarimenti arrivati nei mesi scorsi dalle amministrazioni competenti, anche dopo gli orientamenti ANAC recepiti dalla nota del Ministero dell’Istruzione e del Merito n. 8524 del 7 novembre 2025. Tuttavia, secondo le sigle firmatarie, nelle scuole restano interpretazioni non omogenee, con conseguenze sulla programmazione delle attività e sulla scelta delle procedure da seguire.
Il nodo Consip e le procedure per le scuole
Uno dei punti più delicati riguarda il rapporto tra affidamenti diretti, procedure negoziate senza bando, centrali di committenza qualificate e Accordo Quadro Consip. Le associazioni chiedono di chiarire quando il ricorso agli strumenti centralizzati sia obbligatorio e quando, invece, rappresenti una facoltà per gli istituti scolastici.
Il timore espresso dal turismo organizzato è che l’Accordo Quadro Consip venga interpretato da alcune scuole come uno strumento sempre obbligatorio, esclusivo o sostitutivo di ogni altra procedura prevista dalla normativa. Una lettura troppo restrittiva, secondo le associazioni, rischierebbe di ridurre la pluralità dell’offerta, complicare l’organizzazione dei viaggi e, nei casi più problematici, spingere gli istituti a rinunciare alle uscite formative.
Richiesto un quaderno operativo nazionale
Le sigle chiedono anche di completare il quaderno operativo nazionale, già oggetto di lavoro congiunto nei mesi precedenti. Lo strumento, da predisporre con il contributo del Ministero dell’Istruzione e del Merito, delle amministrazioni coinvolte e delle rappresentanze del settore, dovrebbe fornire indicazioni pratiche su soglie, procedure, lotti funzionali, documentazione e corretta gestione dei pacchetti turistici scolastici.
Per le associazioni, l’obiettivo non è bloccare le regole sugli affidamenti, ma garantire un quadro applicativo comprensibile e uniforme. La richiesta punta a tutelare la continuità delle esperienze educative, la sostenibilità economica per le famiglie, la sicurezza degli studenti e la tenuta di un comparto formato in larga parte da imprese specializzate e radicate nei territori.
La lettera inviata al ministro Mazzi sollecita quindi la ripresa del confronto istituzionale, affinché scuole e operatori possano programmare viaggi, stage e percorsi formativi con regole certe, evitando blocchi organizzativi e interpretazioni divergenti tra gli istituti.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to