Toscana, il SIL: meno librerie frenano la lettura
10/07/2026
La riduzione delle librerie nei comuni e nei quartieri rischia di indebolire ulteriormente la propensione alla lettura anche in Toscana, soprattutto nei territori dove raggiungere un punto vendita fisico richiede spostamenti verso i centri maggiori. A lanciare l’allarme è il Sindacato italiano librai di Confesercenti, che commenta i dati Istat sulle abitudini culturali degli italiani e chiede interventi capaci di difendere la rete commerciale dedicata ai libri.
I dati Istat descrivono una situazione ancora stabile
Secondo il presidente del SIL, Antonio Terzi, la rilevazione dell’Istat non mostra cambiamenti significativi nelle abitudini di lettura. Le misure adottate per sostenere gli acquisti culturali non avrebbero ancora prodotto un’inversione duratura, mentre le difficoltà economiche continuano a incidere sulla capacità delle famiglie di destinare risorse ai libri.
Al fattore reddituale si aggiunge quello logistico. Nei comuni privi di una libreria, acquistare un volume richiede spesso uno spostamento oppure il ricorso alle piattaforme digitali. La distanza dai negozi fisici può quindi ridurre le occasioni di incontro con i libri e trasformare le modalità di acquisto, favorendo procedure rapide ma prive del confronto diretto con un professionista.
Il richiamo del sindacato interessa anche la Toscana, regione caratterizzata da grandi città, centri di medie dimensioni e numerosi comuni collocati in aree interne o montane. La tutela delle librerie viene indicata come uno strumento utile per mantenere vivi i servizi culturali e commerciali nei territori meno popolati.
Il libraio come presidio culturale del territorio
Per il SIL, il libraio non svolge soltanto una funzione di vendita. Attraverso il dialogo con i clienti può individuare interessi, suggerire autori e accompagnare il lettore nella scelta di opere che difficilmente emergerebbero da una ricerca automatica.
La chiusura di una libreria comporta dunque la perdita di un esercizio commerciale e di un luogo di relazione. Presentazioni, incontri con scrittori, laboratori per bambini e collaborazioni con associazioni trasformano questi negozi in punti di riferimento per la vita sociale di città e paesi.
La desertificazione commerciale modifica anche gli equilibri della filiera editoriale. Quando le vendite si concentrano sulle grandi piattaforme, gli editori indipendenti, le piccole produzioni e i titoli legati alle realtà locali possono incontrare maggiori difficoltà nel raggiungere il pubblico.
Una rete tra librerie, biblioteche e scuole
Confesercenti chiede maggiore determinazione nella difesa di una rete diffusa di punti vendita e propone di rafforzare le collaborazioni tra librerie, biblioteche e istituti scolastici. In Toscana, progetti condivisi potrebbero coinvolgere studenti, famiglie, amministrazioni comunali e associazioni culturali, con iniziative di promozione della lettura costruite sulle esigenze dei singoli territori.
Tra gli interventi indicati figurano il rilancio degli incentivi per l’acquisto di libri, il sostegno economico alle attività indipendenti e la realizzazione di percorsi educativi capaci di valorizzare l’apprendimento anche fuori dalle aule scolastiche.
Secondo Terzi, il libro non può essere trattato come un prodotto acquistato in modo impersonale. La scelta di un testo coinvolge interessi, emozioni e percorsi individuali, elementi che trovano nel rapporto con il libraio uno spazio di ascolto e orientamento.
La richiesta del SIL è quindi quella di restituire solidità alla filiera e credibilità al prodotto editoriale, sostenendo la presenza delle librerie nei centri urbani, nei quartieri e nei comuni minori. Per la Toscana, la sfida riguarda la possibilità di mantenere accessibile il libro anche nei territori lontani dai principali poli commerciali e culturali.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.