Toscana, 5.702 siti interessati da bonifiche: 18.947 ettari
07/10/2026
In Toscana sono 5.702 i siti interessati da procedimenti di bonifica, per una superficie complessiva di circa 18.947 ettari. È quanto emerge dall’anticipazione dell’Annuario dei dati ambientali 2026 diffusa da ARPAT il 6 ottobre. Oltre il 70% della superficie coinvolta è riconducibile ad attività industriali, mentre la distribuzione territoriale mostra una forte concentrazione nelle province di Livorno, Grosseto e Massa-Carrara. I dati si riferiscono al periodo compreso tra il 31 marzo e il 30 settembre 2025, ultimi sei mesi nei quali ARPAT ha gestito per conto della Regione Toscana il sistema SISBON.
Industria responsabile del 71,3% delle superfici interessate
Il quadro regionale evidenzia il peso delle attività industriali nei procedimenti di bonifica. Su 5.702 procedimenti complessivi, 1.963 riguardano aree industriali, per una superficie di 13.514 ettari, pari al 71,3% del totale regionale. Gli impianti di gestione e smaltimento dei rifiuti rappresentano invece 724 procedimenti e 2.187 ettari, mentre le altre attività interessano 1.656 ettari.
I distributori di carburante incidono in maniera rilevante sul numero dei procedimenti, con 1.062 casi, pari al 18,6%, ma coinvolgono una superficie molto più contenuta: 403 ettari, equivalenti al 2,1% del totale. Le attività minerarie risultano associate a 97 procedimenti e 627 ettari, mentre quelle di cava riguardano 41 casi e 103 ettari.
Livorno prima per superficie coinvolta
La provincia con la maggiore estensione di territorio interessata da procedimenti di bonifica è Livorno, con 6.388 ettari, equivalenti al 33,7% della superficie regionale. Di questi, circa 5.504 ettari sono collegati ad attività industriali. Seguono Grosseto con 3.437 ettari e Massa-Carrara con 3.360.
A Grosseto circa 2.893 ettari sono riconducibili all’industria, 282 all’attività mineraria e 118 agli impianti di gestione dei rifiuti. A Massa-Carrara, invece, l’industria pesa per circa 3.220 ettari, mentre le attività da cava interessano circa 44 ettari.
Firenze ha il maggior numero di procedimenti
Se si considera il numero dei procedimenti anziché la superficie, il primato regionale spetta alla provincia di Firenze con 1.588 casi, pari al 27,8% del totale. La superficie interessata è però di 2.274 ettari, sensibilmente inferiore rispetto a Livorno. ARPAT evidenzia infatti che Firenze registra quasi tre volte i procedimenti livornesi, mentre a Livorno la superficie coinvolta è quasi tre volte quella fiorentina.
Seguono Lucca con 557 procedimenti, Livorno con 543, Arezzo con 528, Pistoia con 516 e Pisa con 513. Massa-Carrara ne conta 523, Grosseto 370, Siena 362 e Prato 202.
Cento nuovi procedimenti inseriti in sei mesi
Tra il 31 marzo e il 30 settembre 2025 sono stati inseriti nella banca dati 100 nuovi procedimenti. Alla fine del periodo risultavano inoltre 2.796 siti con procedimento chiuso per assenza della necessità di intervento, rispetto ai 2.740 registrati a marzo, e 590 certificazioni di avvenuto intervento, contro le precedenti 582.
ARPAT precisa che l’inserimento di un sito in un procedimento di bonifica non significa automaticamente che tutta l’area sia contaminata o che la contaminazione sia già stata accertata sull’intera superficie. Dal 2025 la gestione della banca dati è inoltre passata da SISBON 1.0, curato dall’Agenzia, a SISBON 2.0, gestito direttamente dalla Regione Toscana.
Articolo Precedente
Prato, Eco Maratona l’11 ottobre: quattro percorsi alle Cascine
Articolo Successivo
Prato, due incontri alla Lazzerini sul dialogo con la comunità cinese