Prato, taxi abusivo scoperto in via Valentini: auto sequestrata
08/10/2026
Un servizio di taxi abusivo è stato scoperto in via Valentini a Prato durante un controllo del territorio effettuato dal Reparto Motociclisti della Polizia Locale. Gli agenti hanno individuato un automobilista che, secondo quanto emerso dagli accertamenti, effettuava trasporti a pagamento senza disporre della necessaria autorizzazione. Il conducente era stato contattato tramite l'applicazione WeChat da un passeggero con il quale aveva concordato una corsa di 10 euro fino a via Cava. L'intervento si è concluso con il ritiro della patente dell'uomo e il sequestro amministrativo della station wagon utilizzata per il trasporto.
Il controllo della Polizia Locale in via Valentini
L'episodio è avvenuto nei giorni precedenti al 7 ottobre 2026, quando una pattuglia del Reparto Motociclistico della Polizia Locale di Prato, impegnata nell'ordinaria attività di vigilanza stradale, ha notato una station wagon parcheggiata a margine della carreggiata in via Valentini.
Accanto al veicolo si trovavano due persone che stavano sistemando alcuni bagagli all'interno dell'automobile. La scena ha attirato l'attenzione degli operatori, che hanno deciso di verificare quanto stesse accadendo senza procedere immediatamente all'identificazione dei presenti.
Gli agenti hanno quindi osservato la situazione a distanza, seguendo i movimenti delle due persone. Una volta completate le operazioni di carico, entrambe sono salite sulla station wagon: una si è sistemata al posto di guida, mentre l'altra ha occupato il sedile posteriore.
A quel punto la pattuglia è intervenuta, fermando il veicolo per effettuare gli accertamenti e chiarire la natura del trasporto.
Corsa da 10 euro prenotata attraverso WeChat
Durante il controllo, il passeggero ha spiegato agli agenti di aver contattato il conducente tramite WeChat, applicazione di messaggistica utilizzata anche per comunicazioni e contatti privati.
Secondo quanto riferito agli operatori, i due avevano concordato un trasferimento da via Valentini a via Cava, a Prato, per un corrispettivo di 10 euro. Si trattava dunque di un servizio di trasporto a pagamento organizzato direttamente tra conducente e cliente.
La testimonianza del passeggero ha consentito alla pattuglia di approfondire le verifiche sulla posizione dell'automobilista e sulla regolarità dell'attività svolta.
Gli accertamenti hanno riguardato in particolare il possesso dei titoli autorizzativi richiesti per esercitare il servizio di taxi. Dalle verifiche è emerso che il conducente non disponeva dell'autorizzazione necessaria per effettuare quel tipo di trasporto.
Patente ritirata e station wagon sottoposta a sequestro
Una volta accertata l'irregolarità, gli agenti della Polizia Locale hanno applicato i provvedimenti amministrativi previsti per l'esercizio abusivo del servizio di taxi.
Al conducente è stata ritirata la patente di guida, mentre la station wagon impiegata per trasportare il passeggero è stata sottoposta a sequestro amministrativo.
Il provvedimento è stato adottato a seguito della mancanza dei requisiti autorizzativi necessari per svolgere professionalmente il servizio di trasporto pubblico non di linea.
Il servizio taxi è infatti soggetto a una disciplina specifica, che prevede il rilascio di autorizzazioni e il rispetto di determinati requisiti da parte degli operatori. L'utilizzo di un'automobile privata per effettuare corse a pagamento, in assenza dei titoli richiesti, può comportare le sanzioni previste dal Codice della strada.
Trasporti abusivi, l'intervento durante i controlli ordinari
L'attività irregolare è stata individuata nell'ambito di un normale servizio di controllo del territorio, senza che il comunicato del Comune segnali una precedente denuncia o una specifica operazione dedicata al contrasto dei taxi abusivi.
Determinante è stata l'osservazione iniziale degli agenti, che hanno seguito le operazioni di carico dei bagagli prima di intervenire. Le dichiarazioni del passeggero e i successivi controlli documentali hanno permesso di ricostruire le modalità con cui era stato concordato il trasferimento.
La circostanza che il contatto fosse avvenuto tramite un'applicazione di messaggistica ha rappresentato un elemento della ricostruzione dei fatti, insieme alla destinazione della corsa e alla somma pattuita.
Nel comunicato non vengono specificati l'identità e l'età del conducente, né sono riportati elementi relativi ad altri eventuali servizi di trasporto effettuati in precedenza.
L'episodio si è concluso con i provvedimenti adottati nei confronti dell'automobilista e con il sequestro della vettura, dopo gli accertamenti compiuti dal Reparto Motociclisti della Polizia Locale di Prato.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to