Prato, 16 operai sfruttati: Biffoni chiede più strumenti
29/06/2026
Prato – Sedici lavoratori sarebbero stati costretti a turni massacranti, paghe irrisorie e condizioni di forte sfruttamento all’interno di un’azienda del territorio. L’indagine, avviata dopo la denuncia di un’operaia finita in ospedale in seguito alle percosse attribuite al titolare, ha portato all’arresto di un imprenditore. Il sindaco Matteo Biffoni e il vicesindaco Diego Blasi hanno ringraziato la Procura di Prato, i Carabinieri e l’Ispettorato del lavoro, chiedendo però al Governo strumenti più concreti per prevenire il caporalato e favorire l’emersione delle vittime.
L’indagine partita dalla denuncia di una lavoratrice
Il caso emerso a Prato restituisce, secondo l’amministrazione comunale, un quadro di particolare gravità. La denuncia di una lavoratrice, ricoverata dopo le violenze subite, avrebbe permesso agli investigatori di ricostruire le condizioni in cui vivevano e lavoravano 16 persone, sottoposte a ritmi pesanti e retribuzioni molto basse.
Biffoni ha parlato di una vicenda che impone alle istituzioni di non arretrare nella difesa della legalità e dell’economia sana del distretto. Il sindaco ha ribadito la necessità di un lavoro coordinato tra enti locali, Stato, magistratura e forze dell’ordine contro chi trae profitto dallo sfruttamento, danneggiando la dignità delle persone, la concorrenza leale e le regole del mercato del lavoro.
“A Prato non c’è e non ci sarà mai spazio per chi fa extraprofitti sulla pelle dei lavoratori”, ha dichiarato Biffoni, richiamando il ruolo del territorio nella costruzione di una rete antisfruttamento insieme a Procura, Prefettura, Ispettorato del lavoro e forze dell’ordine.
Il nodo dell’articolo 18-ter e dei permessi per chi denuncia
Al centro dell’intervento del sindaco c’è anche l’articolo 18-ter del Testo Unico sull’Immigrazione, che disciplina il permesso di soggiorno nei casi di caporalato. La norma, promossa anche dal Comune di Prato, punta a offrire una via d’uscita ai lavoratori stranieri che denunciano i propri sfruttatori o collaborano nei procedimenti penali.
Per Biffoni, questo strumento può diventare decisivo per rompere il ricatto dei datori di lavoro disonesti, ma deve essere sostenuto da risorse adeguate. Il sindaco ha chiesto un rafforzamento degli organici di Questura e forze dell’ordine, così da garantire risposte rapide ed efficaci alle denunce delle vittime.
Nel suo intervento, Biffoni ha anche criticato la posizione del ministro Calderone, sostenendo che ai ringraziamenti rivolti agli investigatori debba seguire un impegno più forte dello Stato a favore dei territori, chiamati ogni giorno a gestire gli effetti sociali e amministrativi dello sfruttamento lavorativo.
Blasi: “Serve una risposta seria e organica”
Il vicesindaco Diego Blasi, titolare della delega all’Immigrazione, ha sottolineato che l’azione investigativa e penale rappresenta una parte essenziale del contrasto al fenomeno, ma non esaurisce il problema. Secondo Blasi, occorre una lettura più ampia, capace di mettere insieme prevenzione, accoglienza, tutela delle vittime e percorsi di integrazione.
Il Comune di Prato, ha ricordato il vicesindaco, ha attivato uno sportello antisfruttamento presso l’assessorato alle Politiche per l’Immigrazione di via Roma. Il servizio rappresenta un punto di accesso per chi vuole uscire da situazioni di ricatto e illegalità. Il 15 ottobre è stato inoltre firmato un protocollo d’intesa con la Procura per il contrasto allo sfruttamento lavorativo degli stranieri.
Blasi ha però evidenziato che, al momento, la rete di accoglienza SATIS resta uno dei pochi strumenti concretamente disponibili per i territori e che in Toscana i posti sono limitati. Da qui l’appello al Ministero per un intervento più strutturato. “Vogliamo che Prato sia un modello di legalità e che nessun lavoratore debba più scegliere tra la schiavitù e la paura dell’espulsione”, ha affermato il vicesindaco.
Articolo Precedente
CNA Toscana Centro, assemblea annuale il 30 giugno a Pistoia
Articolo Successivo
Vaiano, Tetano Day il 1° luglio: vaccini gratis per adulti
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to